Un ringraziamento va da parte della FNC VVF a tutti i politici firmatari di tale interrogazione , naturalmente un sentito grazie va innanzi tutto al nostro Onorevole Ettore Rosato …
Al Ministro dell’interno. – Per sapere – premesso che:
la legge 12 novembre 2011, n. 183, recante disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2012), all’articolo 4, oltre ad aver disposto la riduzione della spesa per la retribuzione del personale volontario del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, ha anche tentato di fatto di trasformare per via legislativa un lavoro subordinato in un lavoro che subordinato non è;
il medesimo articolo prescrive, infatti, che i richiami in servizio del personale volontario dei Corpo «non costituiscono rapporti di impiego con l’Amministrazione», ad avviso degli interroganti omettendo di riconoscere alcuni diritti economici e contrattuali spettanti al lavoratore subordinato;
i lavoratori si trovano costretti a sottoscrivere pertanto dei contratti che riportano la dicitura «Si specifica, infine, che il lavoro prestato dalla S.V. non costituisce rapporto di impiego con il Corpo nazionale dei vigili del fuoco»;
la decisione del precedente Governo sarebbe stata motivata dalla circostanza che l’amministrazione è risultata parte soccombente in molteplici cause giudiziarie intentante da lavoratori discontinui;
i lavoratori cosiddetti discontinui rappresentano un concorso stabile all’organizzazione del soccorso pubblico, e sono considerati una parte del personale qualificata indispensabile per il funzionamento dei comandi provinciali;
l’impegno di questi vigili del fuoco discontinui è inquadrabile nella tipologia contrattuale del rapporto di lavoro a tempo determinato e mal si confà una sua associazione con la, pur preziosa, partecipazione alle emergenze dei volontari;
le funzioni svolte nei comandi provinciali dai lavoratori discontinui sono chiaramente di tipo subordinato a ripiano parziale delle gravi carenze di organico del Corpo e del suo sottodimensionamento, con mansioni che variano dal servizio tecnico urgente (pronto intervento) ai servizi amministrativi;
per tali ragioni con la legge 27 dicembre 2006, n. 296, recante disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2007), all’articolo 1, comma 526, si è previsto l’avviamento anche per il Corpo nazionale dei vigili del fuoco della «stabilizzazione dei rapporti di lavoro del personale, in possesso dei requisiti»; lo stesso articolo ha previsto la «trasformazione in rapporti a tempo indeterminato delle forme di organizzazione precaria dei lavoro» per i lavoratori discontinui che «alla data del 1° gennaio 2007 [...] da almeno tre anni abbia(no) effettuato non meno di centoventi giorni di servizio»;
con codeste disposizioni normative si è dato avvio alla stabilizzazione del personale volontario e discontinuo, con evidente consapevolezza del legislatore e del Governo che si tratta di una particolare forma di lavoro precario, all’interno della pubblica amministrazione, in un settore particolarmente delicato e complesso;
in sede di conversione del decreto-legge 29 dicembre 2011 n. 216, è stato approvato, previo parere favorevole del Governo, un emendamento all’articolo 15 dello stesso, che prevede la proroga «al 31 dicembre 2013 (de)l termine della validità della graduatoria adottata in attuazione dell’articolo 1, comma 526, secondo periodo, della legge 27 dicembre 2006, n. 296»;
il 26 gennaio 2012 il Governo ha accolto l’ordine del giorno 9/4865-AR/66 con il quale si è impegnato a predisporre una nuova regolamentazione dei servizio del volontariato nel Corpo che distingua nuovamente la figura del discontinuo, che a tutti gli effetti è un lavoratore a tempo determinato, da quella del volontario; lo stesso ordine del giorno ha impegnato il Governo a valutare l’opportunità di reperire risorse aggiuntive ai fine di garantire almeno la copertura dei servizi prima assicurati con i richiami dei discontinui «tagliati» con l’ultima manovra finanziaria del Governo Berlusconi;
risultano all’interrogante segnalati anche continui gravi ritardi nella corresponsione delle retribuzioni al medesimo personale discontinuo, ritardi che vanno ad aggravare la già difficile situazione di lavoratori precari -:
se il Governo non ritenga di assumere iniziative volte all’abrogazione della norma introdotta che, comunque, non avrà gli effetti voluti perché, ad avviso degli interroganti, la subordinazione rimane evidente nonostante il tentativo forzoso di definire il lavoro discontinuo diversamente;
con quale strumento e in quali termini il Governo intenda dare seguito agli impegni assunti e di conseguenza distinguere la figura del lavoratore discontinuo da quella dei volontari;
quali iniziative li Governo abbia già predisposto o intenda predisporre a breve per adempiere agli impegni presi nel succitato ordine del giorno 9/4865-AR/66;
se il Governo intenda assumere iniziative volte a individuare una procedura per il pagamento mensile e puntuale dei lavoratori discontinui. (4-15496)
ROSATO, FIANO, SBROLLINI, SERENI, GAROFANI, RECCHIA, MARGIOTTA, BRAGA, PEDOTO, SARUBBI, MURER, MARCHIONI, MOGHERINI REBESANI, GARAVINI, VANNUCCI, ZUCCHI, MARCO CARRA, LOVELLI, STRIZZOLO, RUGGHIA, TOUADI, TULLO, FONTANELLI, MARCHI, BRATTI, REALACCI, VIOLA, ZAMPARUTTI, VELO, SORO, ZUNINO, BOCCI, BRANDOLINI, CENNI, COLANINNO, FEDI, FERRARI, GHIZZONI, GIACOMELLI, GNECCHI, GOZI, LENZI, LUCÀ, MARANTELLI, MELIS, MERLONI, MIGLIOLI, MOTTA, NACCARATO, NARDUCCI, OLIVERIO, PISTELLI, PORTA, QUARTIANI, RIGONI, ROSSOMANDO, RUBINATO, SCHIRRU, SERVODIO, SIRAGUSA, VERINI, VILLECCO CALIPARI, LOLLI, BARETTA, BENAMATI, CODURELLI e ROSSA
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